Capriccio

Titolo: Capriccio
Organico: audio a tre voci per video installazione
Durata: 3’55’’ x 3 + 50’’
Anno di composizione: 2006
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione:
Altre indicazioni: Audio 6 canali (3 canali stereo) per
Noble Savages: wake of reason
three voices video installation di Marguerite Kahrl
Con Giorgio Galizia, Giuseppe Gavazza, Marguerite Kahrl, Giorgia Micene, Simone Smadja, Alexis Vrousos,
Puppets di Marguerite Kahrl
Costumi di Yukari Fujimoto
Musica di Giuseppe Gavazza, libera elaborazione dalla “Danza degli spiriti beati” dall’Orfeo ed Euridice di C.W.Gluck nelle versioni per violino e pianoforte di F.Kreisler e per pianoforte solo di G. Sgambati
Voci di Caroline Simonds e Giuseppe Gavazza registrate al Château de La Napoule, marzo 2000
Riprese video HD di Giorgio Galizia
Editing: Antonella Signore, Marcello Varaldi
Prodotto da Marguerite Kahrl e Kinoetica, Torino
Girato a La Napoule Art Foundation, Mandelieu, France
Collaborazioni: Yvette Bernizan, Nelcy Mercier

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Antefatto
Il “Capriccio” era nel 18° secolo, ed è ancora oggi, un “pensiero stravagante che da origine a raffigurazioni di fantasia”. Goya nel 1799 realizzò i suoi Capricci, nei quali esplorava un variegato panorama di comportamenti d’esseri - umani e non - spesso rappresentati con delle maschere nel loro continuo voler apparire ciò che non sono.

Negli anni ’30 del XX secolo Richard Strauss compone il suo straordinario Capriccio, un’opera - o meglio Konversationsstück für Musik, una conversazione per musica - su libretto proprio tratto da un’idea di Stephan Zweig. In esso – in un magistrale e vertiginoso gioco di citazioni musicali e letterarie – si mette in scena il teatro nel teatro riprendendo il tema di “Prima la musica poi le parole?” parodia di Antonio Salieri su libretto di Giovanni Battista Casti: la disputa sul primato tra parole e musica nell’opera lirica.
Capriccio di Strauss é ambientato in un castello rococò in Francia, «al tempo della riforma di Gluck», come avverte il libretto, dunque nel Settecento razionalista di Salieri e di Goya.Noble Savages: sleep of reason

Quando Marguerite Kahrl mi ha offerto di realizzare le musiche per il suo video “Noble Savages: sleep of reason” ho raccolto questi temi.
Il video di Marguerite ha come personaggi figure, da lei realizzate, espressamente ispirate ai Capricci di Goya: mostri generati dal sonno della ragione, maschere (mezzi busti in canapa mossi da attori invisibili) che sono i protagonisti del suo film.
Le scene sono state girate al Castello de La Napoule, un bizzarro e capriccioso luogo presso Cannes, casa-laboratorio-museo di Henry Clews, stravagante artista americano che su ruderi antichi ha progettato e costruito (agli inizi del XX secolo, epoca di Strauss) un suo castello ridondante e rococò che avrebbe fatto la gioia dei progettisti di Disneyland.

Il tema dell’arte al quadrato dunque fa da ponte tra il razionalismo Settecentesco e quello Novecentesco, unendo l’era dei lumi a quella delle macchine: Goldoni a Pirandello, Goya a Grosz, Goethe a Schnitzler, Gluck a Stravinsky oltre a Strauss naturalmente. Il gioco di specchi del teatro nel teatro e del neoclassicismo musicale, é il deus ex machina (debole, dimidiato e pluridisciplinare) che conclude la conversazione straussiana: in una festa che celebra l'unione del talento di tutti, poesia, musica e arte scenica si fondono infine nell'Opera senza dare risposte al dilemma ispirato da Gluck.

Lasciati rispettosamente a Strauss gli autori da lui riscritti così magistralmente ho scelto di Gluck-Calzabigi l’opera più indicativa dei principi della loro riforma: quell’”Orfeo ed Euridice”, già nel tema destinato ad essere metamusicale, da cui ho estratto il celebre “Canto degli Spiriti beati” originariamente scritto per flauto ed archi, ripreso in due versioni cameristiche strumentali. Quella per pianoforte tardo ottocentesca di Giovanni Sgambati (allievo di Franz Liszt e compositore riportato nei libri di storia della musica come antagonista orchestrale e strumentale del trionfante melodramma verista italiano) e quella primo novecentesca per violino e pianoforte del virtuoso Fritz Kreisler.

“Noble Savages” di Marguerite Kahrl mette in scena su tre schermi sincronizzati i video dei suoi busti-maschere “d’après Goya” caratteri di una breve fiction poetica ed allusiva. Allo stesso modo ho montato una colonna sonora a tre voci che varia, trasforma e ricompone, i frammenti di registrazioni delle due versioni strumentali del “Canto degli spiriti beati” recuperati da vecchie registrazioni.

Alle colonne sonore dei video laterali fa da ponte acustico la colonna sonora del video centrale dove ho montato ed elaborato le voci di Caroline Simonds e mia registrate nel 2000 nella Galerie Spencer (il salone dei ritratti di Henry Clews al castello di La Napoule) nel mio brano “Two voices without Joan La Barbara”, una contrappunto vocale improvvisato sul cantus firmus inudibile (perché ascoltato in cuffia) della voce di Joan La Barbara nell’interpretazione di “Three voices for Joan La Barbara” composizione di Morton Feldman in cui una sola interprete canta a tre voci usando sovrincisioni fatte in studio.
Un gioco di riflessi a più strati capriccioso e speculativo.


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GG, dicembre 2006