Chordis Cordi Vibrat

the bgz scream


Titolo: Chordis Cordi Vibrat

Trio Bio: contrabbasso, violoncello, elettronica
Paolo Borsarelli, Manuel Zigante, Giuseppe Gavazza
Ora: sabato 2 aprile · 21.00 - 22.30
Luogo: Savigliano
Palazzo Taffini D'Acceglio • Via Sant'Andrea 53
Savigliano, Italy

Amici della Musica di Savigliano

video del concerto:
1 - Preludio su B A C H
2 - Duo grave per Manuel e Paolo
3 - Studio poliritmico
4 - Doppio basso
5 - Dall’Abaco al laptop
6 - Kinsky 1
7 - La giungla
8 - Postludio su C A G E
9 - G.Sollima, Alone


Il concerto nasce dalla richiesta di Ubaldo Rosso e degli Amici della Musica di Savigliano di un concerto dedicato alle mie musiche; penso che pochi compositori possano reggere la sfida di un concerto monografico quindi ho ripensato la “commissione” come una richiesta fatta a me compositore di comporre un concerto a modo mio. Carta bianca non solo pentagrammata. Ho colto l'occasione per dare corpo e voce ad un'idea “vecchia” di qualche anno di un trio che unisse la mia elettronica con la bravura di due grandi amici ed eccellenti strumentisti: il contrabbassista Paolo Borsarelli e il violoncellista Manuel Zigante.

Mentre scrivo queste note mancano poche settimane al concerto e stiamo mettendo assieme un programma che legherà i nostri tre strumenti (il mio concetto di elettronica da camera è proprio questo: un'elettronica che sia acusticamente omogenea agli altri strumenti sul palco) in un concerto sentito come un'unica composizione in due tempi che unirà brani originali, lavori miei scritti per l'occasione, trascrizioni e riletture che nascono dal repertorio suggerito dai miei co-interpreti: tra BACH e CAGE, Dall'Abaco al computer passando per studi di tecnica brillante e virtuosa.
Il programma sarà definitivo la sera del concerto: a voce indicheremo, di brano in brano, il percorso deciso e i suoi perché, cercando di trovare un equilibrio tra una serietà “colta” che non sia seriosità tediosa ed una ironia “leggera” che non sia intrattenimento superficiale.


Comporre un concerto

Ogni concerto è un lungo brano diviso in sezioni interrotto da un intervallo. Spesso però si allineano brani senza tener conto che l'ascolto di un brano è influenzato dal precedente e influenzerà il successivo: nessun compositore scriverebbe una Sinfonia con cinque movimenti lenti in modo minore o accetterebbe di mescolare i tempi di diverse sue Sonate. Questi orrendi mix accadono nelle antologie di brani famosi che - appunto - sbranano impietosamente composizioni originali per proporle a momenti più edibili: fast food musicale.
Esiste una drammaturgia nella composizione di un concerto, come ben sanno i bravi direttori artistici e dj.


Elettronica da camera

La musica elettronica ha separato definitivamente il suono dalla sua sorgente (lo strumento) e dall'esecutore: solo l'organo a trasmissione elettrica ha fatto prima qualcosa di simile. L'onnipresenza del suono elettronico, diffuso da altoparlanti in sala, è un elemento interessante ma inflazionato; nei miei brani elettronici dal vivo ho sempre cercato la “puntualità”, dando coerenza alla coincidenza suono-esecutore.
L'idea di una elettronica da camera è una mia vecchia idea che prende corpo per la prima volta in questo progetto. Sul palco strumenti acustici ed uno strumento elettronico che sta tra loro e con loro allo stesso livello: il suono esce li dove l'esecutore agisce - sul palco - e si fonde con i suoni acustici che gli nascono accanto, come in ogni buon gruppo da camera.

Giuseppe Gavazza, marzo 2011