Title: Convitto
Instrument: audio installation
Duration: undefined
Year of composition: 2005
Property, publisher: author, Alfredo Romano, Galleria Persona, Torino
Prima esecuzione: MAMAC Nice, settembre-dicembre 2005
Other information: interactive sound installation
Testo italiano in basso
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The music for Convitto was created during a residency at USF-Kulturhuset in Bergen, Norway, AIR (Artist in Residence) Programme 2005.
In Convitto by Alfredo Romano several chairs, scattered in space, are joined and separated by steel bars that keep them at a distance and prevent them from being used, becoming, for me, a metaphor of incommunicability.
In N-odi, the first work I did in collaboration with Alfredo Romano in 1998, many sound chairs gathered in an open circle that the public could access by sitting down to listen; the sounds were the consonant voices of a never-ending, never-ending chorus.
In Convitto, on the other hand, the circle of people sitting and listening is broken, it becomes impossible.
The sounds come from several loudspeakers built into the metal bars and are activated, via proximity sensors, by the presence of the audience at localised points: in the spaces absent of people, the work is silent.
I used synthetic sounds - cold and metallic - that slowly glide to and from consonant harmonic intervals; in the presence of several people they will sound at different times, creating counterpoints of random polyphonies, now consonant now dissonant.
Like the chairs, separated by the steel bars, so will these sidereal metallic voices be united and separated by the distance of time in which they will be activated by the presence of people in the exhibition hall.
The assonance, the harmony, the dialogue will occur casually, will last for a brief instant and will immediately slip into strident, dissonant, conflicting sounds.
The music of Convitto was made during the residency at USF-Kulturhuset in Bergen, Norway, AIR (Artist in Residence) Program 2005.
GG, 25 August 2005
Testo Italiano
In Convitto di Alfredo Romano diverse sedie, sparse nello spazio, sono unite e separate da barre d'acciaio che le tengono a distanza e ne impediscono l’uso diventando, per me, metafora dell’incomunicabilità.
In N-odi, primo lavoro che ho realizzato in collaborazione con Alfredo Romano nel 1998, molte sedie sonore si raccoglievano in un cerchio aperto cui il pubblico accedeva sedendosi per ascoltare; i suoni erano le voci consonanti di un coro che non taceva mai, infinito.
In Convitto invece il cerchio di persone sedute a raccontare ed ascoltare è spezzato, diviene impossibile.
I suoni provengono da diversi diffusori integrati nelle barre metalliche e sono attivati, tramite sensori di prossimità, dalla presenza del pubblico in punti localizzati: negli spazi assenti di persone l’opera tace.
Ho usato suoni sintetici - freddi e metallici - che glissano lentamente da e verso intervalli armonici consonanti; in presenza di più persone suoneranno in momenti diversi creando contrappunti di polifonie aleatorie, ora consonanti ora dissonanti.
Come le sedie, separate dalle barre d’acciaio, così queste sideree voci metalliche saranno unite e separate dalla distanza di tempo in cui saranno attivate dalla presenza di persone nella sala espositiva.
L’assonanza, l’armonia, l’intesa, il dialogo avverranno casualmente, dureranno un breve istante per scivolare subito su suoni stridenti, dissonanti, conflittuali.
Le musiche di Convitto sono state realizzate durante la residenza presso USF-Kulturhuset della città di Bergen, Norvegia, AIR (Artist in Residence) Program 2005.
GG, 25 agosto 2005
