Creature Minori, cinque pezzi in forma di animale

Titolo: Creature Minori, cinque pezzi in forma di animale
Organico: flauto, clarinetto, fagotto; con quattro interludi per viola sola ad libitum
Durata: 12’
Anno di composizione: 1987
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Torino, Settembre Musica 1987, Circolo degli Artisti, Solisti dei compositori Associati, interventi televisivi coordinati da Nadia Bestoso e Mauro Zannerini, Filmsen, Torino
Altre indicazioni: parte dello spettacolo Invenzione a due voci e del Concerto Zoo: bambini e compositori a confronto per voci, strumenti ed immagini.

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1 - l canto del cigno
2 - C'era una volta un gatto
3 - Lo sguardo del serpente
4 - Animal house
5 - … pesci ...
Creature minori cinque pezzi in forma di animale

Musica di Giuseppe Gavazza
Nato dall'attività di sperimentazione didattica condotta dagli autori nelle scuole elementari "Gallino Roda", "Fontana" e "Manzoni" e in alcune scuole materne di Torino nel corso dell'anno scolastico 1986/S7, prende spunto dal confronto Compositorebambino (...a due voci) accogliendo spesso, accanto a stimoli "colti", materiali e motivi infantili. Dall'osservazione e dall'analisi di questi ultimi è emerso che le espressioni "spontanee" sono spesso condizionate dalla televisione, cui i bambini hanno abituale e frequente accesso. Questa constatazione ha suggerito un filo conduttore per le quattro operine che, ambientate in un fittizio studio televisivo, impiegano per la parte visiva dello spettacolo, la ripresa e la manipolazione di immagini attraverso la telecamera.

Una scelta di brani estrapolati dalle singole operine é stata successivamente riproposta nelle tre scuole elementari in forma di guida all'ascolto di un concerto, con il titolo Concerto zoo per voci e strumenti.

Enrico Ferrando, da L’opera dei bambini, catalogo ragionato 1982-1988.

Lo spettacolo nasce da una esperienza svolta presso la scuola elementare "Manzoni" di Torino, con le classi Ill F e III G.Un lungo lavoro svolto individualmente con i 36 bambini mi ha permesso di raccogliere una grande quantità di materiali sonori, musicali, verbali, grafici e narrativi che confluiranno in un'opera scolastica da realizzarsi nella stessa scuola nel corso del prossimo anno. Una parte di questi materiali raccoltie, soprattutto, le idee e gli spunti offerti dai bambini nel rapporto individuale sono all'origine di Creature minori.

L'immaginario dei bambini è oggi costruito in gran parte sulla realtà (o irrealtà) televisiva, su immagini e su suoni comunque artificiali, che costruiscono un prodotto preconfezionato quasi sempre pensato unicamente per fini commerciali.
L'idea che è alla base di questo spettacolo è quella di una rappresentazione che sveli, almeno in parte, il meccanismo televisivo mostrandolo dall'interno; il palcoscenico sarà un set televisivo durante le riprese di 5 brevi video con musiche che hanno come tema gli animali.

Allo stesso modo di chi osserva in quinta una rappresentazione teatrale, lo spettatore osserverà lo spettacolo da un punto di vista ''errato'' in quanto non coincidente con quello ottimale, l'occhio della telecamera cioè l'immagine sullo schermo, il punto di vista del pubblico televisivo destinatario del prodotto finito. Uno studio televisivo durante le riprese è, in se stesso, uno spettacolo. Invertendo, per una volta, i ruoli in un ipotetico documentario zoologico, possiamo essere noi, attraverso la telecamera dei nostri occhi, ad indagare nel suo ambiente naturale questo strano animale invasivo che è il mezzo televisivo.

Parallelamente all'immagine, che in ogni pezzo mette a fuoco una differente tecnica e modo di ripresa, la musica di Creature minori privilegia un diverso elemento per ogni brano animale della suite. Partendo da una materiale di base unico per l'intera composizione, costituito da elementi (melodici, ritmici, armonici, timbrici) di estrema semplicità si sono individuate precise caratteristiche in ogni pezzo. Dalla cantabilità faticosamente distesa, colorata timbricamente e armonicamente di tinte livide, di un cigno metropolitano, alla ritmicità spigolosa di un gatto balzato fuori da una storiella infantile sconnessa e surreale; dalla stratificazione polifonica aleatoria e ripetitiva, incantatoria come lo sguardo strisciante del serpente, alla strutturazione di frammenti musicali tratti dagli altri brani assemblati in un collage disarticolato e artificiale come i personaggi dei cartoons televisivi, coacervi ibridi e informi di uomo, animale e macchina; per finire con le grandi bolle di silenzio del mondo sommerso dei pesci.
GG, 1987

DSCN0451I testi scritti dai bambini
C'era una volta un gatto che camminava vicino alla strada, le persone tutte ridevano per come era vestito con il cappello, con la barba, le corna poi le ali, con gli orecchini e con gli occhiali. Era tutto colorato, tutti ridevano e approffittavano; però non gli volevano più bene, prima gli volevano bene, ma adesso no. Il gattino era molto bello, il gattino andava sempre a passeggio, il gattino gridò molto bene bene! il gattino andò dalla padrona che stava a casa sua, la sua casa era bella era splendente, sempre splendente.
(Cinzia)
C'era una volta, nel paese corno, un re. Volava tranquillamente un cammello. A un certo punto si posò sulla terra. Vicino alui c'erano i ghepardi volanti che facevano la guardia al castello, una guardia volò lanciando frecce di continuo, e il cammello morì. Il re ghepardo aveva anche dei prigionieri: Sim il drago, Gunchin l'uomo della natura e Tinger la tigre. Il re chiamò il suo drago. Il giorno dopo il re lo aspetta, in dieci minuti lui era già lì. Il re gli spiegò tutta la faccenda e si fece notte. L'uccellino Cinqui fece chichirichì e il re si svegliò. Chiamò le sue guardie. Le guardie arrivarono e gli chiesero che cosa voleva. Tinger, la tigre scappò via. Gunchin l'uomo della natura disse a Tinger se lo poteva liberare, ma Tinger gli disse di no, perché doveva andare a chiamare il re tigre. L'uccellino avvisò il re. Il re fece andare di corsa le guardie lo trovarono. Il re si arrabbiò. Il giorno dopo tornò al suo castello. Un giorno arrivò e imprigionò il re e le sue guardie.
(Paolo) DSCN0452