Duo

Titolo: Duo
Organico: audio
Durata: 30’
Anno di composizione: 2005
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Valreas, agosto 2005, Compagnie Francoise Murcia
Altre indicazioni: Duo, d’après le concerto n°23 pour piano et orchestre de Mozart
musica per lo spettacolo Duo, coreografia di Françoise Murcia, danzatori: Françoise Murcia, Toufik Oudrhiri Idrissi, luci: François Ridard, suono: Fred Besson
I suoni di sintesi sono stati realizzati con il programma Genesis, Acroe, Grenoble.
La composizione di Duo é stata realizzata durante il periodo di residenza presso: USF Kulturhuset Bergen AIR (Artist in Residence) program, agosto 2005

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danza
danza 1


Presentazione

Negli ultimi anni ho molto composto a partire da altre musiche - autori e brani amati di epoche diverse - nel tentativo di dare una nuova e diversa vita a questi frammenti di storia della musica e mia personale.

Molto volentieri ho accolto l'invito di Françoise Murcia a comporre la musica per il suo spettacolo Duo, che ha al centro lo splendido Adagio del Concerto per Pianoforte e orchestra n. 23 di Mozart.
Comporre a partire da, intorno a, d'après Mozart.
La perfetta coerenza (armonia) dell'Adagio di Mozart è la perla al cuore di tutto lo spettacolo.

Prima: la sabbia e l'aria
Non dal silenzio al suono ma dal caos all'armonia.
Dal rumore al suono determinato in un tentativo di canto di cose o esseri primordiali che giunti (faticosamente) ad intonare la nota (un do diesis) che innesca il pianoforte e l'orchestra di Mozart, presto si allontanano attoniti, stupiti e inutili.

Al centro: la perla
Mozart nella sua purezza, intoccato.

Dopo: l'acqua e la terra
La memoria dell'Adagio.
Un reverbero che dilata lo spazio attorno alle ultime note, il ritorno diluito e ripetuto di frammenti appena ascoltati (e l'orchestra bloccata su ritorni ostinati diventa una voce che tenta di parlare) in una dialogo-lotta con un elemento percussivo duro ed estraneo che interferisce, spezza, si trasforma in suono cupo, tellurico, terrestre, sfasato su due pulsazioni asimmetriche, vitali che continueranno anche dopo che il sipario è calato.

Frammenti e suggestioni da altri autori
Dal primo testo di presentazione di Duo:
reconsiderer le passè
pour que naisse la poésie
relation fertile et vivante entre les fragments de ce puzzle
j'ai retenu ce qui me semble etre l'element extrem: le silence
Da "Le chaos et l'harmonie - la fabrication du réel" de Trinh Xuan Thuan, dal capitolo "Vérité et beauté"
Un homme et une femme ….. Ils ne se sont pas vus ….
Ces molécules enregistrent la lumière en effectuant une sorte de ballet étrange
La danse des molécules dans la rétine
(stesso titolo di Vérité et beauté : esthétique et motivations en sciences ” (1987) in cui Subrahmanyan Chandrasekhar, Nobel per la fisica 1983, accosta i processi mentali di artisti e scienziati) E certo mi ha influenzato lo splendido cortometraggio "M like Man, Music, Mozart" di Peter Greenaway.

Lo spazio
La dimensione dello spazio è importante in questa musica come lo è, inevitabilmente, per la danza.
Lo spazio acustico si apre attorno al pubblico. Anche qui una dualità: al fronte anteriore della scena si aggiunge un fronte posteriore e come i danzatori si muovono sulla scena così i suoni si muovono nello spazio della platea.

La dimensione ciclica all'inizio (il rotare di un vecchio disco di vinile, e voi al centro, nell'attesa dell'inizio della musica, nel "silenzio" affollato d'imperfezioni di fruscii e rumori) converge sul suono d'innesco dell'Adagio.
Da ciclica e ripetitiva diviene alla fine duale, due pulsazioni fuse in un suono unico.

GG, Bergen, agosto 2005