Il silenzio che si rinnova

Title: Il silenzio che si rinnova
Instrumentation: soprano, harp, flute/piccolo, clarinet/bass clarinet, guitar/electric guitar, piano
Duration: 13’ 32”
Year of composition: 1990
Ownership, publisher: BMG Ricordi
Premiere: Geneva, Festival d’été 1990, Gabriella Bosio, harp; Elisabeth Kilby, soprano; Ensemble Antidogma, cond. Paolo Ferrara
Dedicated to Antidogma Musica


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testo italiano in basso

Il silenzio che si rinnova was awarded to the 12th Irino International Competition in Tokyo in 1991

Il silenzio che si rinnova features two small ensembles: an ensemble of four instrumentalists (flute/piccolo, clarinet/bass clarinet, guitar/electric guitar and piano) is contrasted by a concertino for soprano and harp. There is therefore, in the instrumental setting, an analogy with the concerto grosso of the eighteenth-century tradition.

But the analogy ends there; it remains superficial. There is no neoclassical or restorative intention, nor do quotations, allusions or references appear. The piece can, at most, be heard as a subtle and discreet homage, tinged with nostalgia, to the Italian vocal and instrumental tradition, from the 18th century to the present day.

The five movements of the quartet alternate or overlap with the three movements of the duo, forming a pattern of sections that flow seamlessly into one another; only at the beginning, between the first two movements of the quartet, and towards the end, immediately before the reprise of the first movement of the duo appears to be ‘coordinated’ by the third movement of the quartet, which overlaps it entirely, can one discern perceptible breaks between the sections, actual moments of silence. The two instrumental groups proceed autonomously, even if synchronised: the musical materials and techniques of development differ. Only at certain pivotal points do they blend together, uniting in a play of mutual timbral mimicry.

From this acoustic focus arises, perhaps, the sometimes unconventional use of the instruments: multiphonics in the woodwinds, the guitar and piano slightly prepared, the guitar and harp detuned, the soprano using the harmonica, almost as an extension or expansion of her own vocal cords. The silence that renews itself is dedicated to Antidogma Musica, which commissioned it in July 1990.

GG, 1990

Il silenzio che si rinnova è stato segnalato al 12° Concorso Internazionale Irino di Tokyo, 1991

Il silenzio che si rinnova impegna due piccoli organici: ad un ensemble di quattro strumentisti (flauto/ottavino, clarinetto/clarinetto basso, chitarra/chitarra elettrica e pianoforte) si contrappone un concertino di soprano e arpa. Esiste quindi, nell'impostazione strumentale, un’analogia con il concerto grosso di tradizione settecentesca.

Ma l'analogia finisce qui, resta alla superficie; non vi e alcuna intenzione neoclassica o restaurativa, non compaiono citazioni, allusioni o rimandi. Il brano può, al più, essere ascoltato come un omaggio allusivo e discreto, con una velatura di nostalgia, alla tradizione vocale e strumentale italiana, dal Settecento ad oggi.

I cinque tempi del quartetto si alternano o sovrappongono con i tre tempi del duo tracciando uno schema di sezioni che si agganciano senza soluzione di continuità; solo all'inizio, tra i primi due tempi del quartetto, e verso la fine, immediatamente prima che la ripresa del primo tempo del duo appaia "concertato" dal terzo tempo del quartetto che gli si sovrappone integralmente, si possono individuare cesure percepibili di divisione tra le sezioni, reali momenti di silenzio. I due gruppi strumentali procedono autonomamente anche se sincronizzati: diversi i materiali musicali e le tecniche di sviluppo. Solo in alcuni punti nodali essi si amalgamano, si uniscono in un gioco di mimesi timbrica reciproca.

Da quest’attenzione acustica nasce, forse, l'uso talvolta improprio degli strumenti: multifonici nei fiati, la chitarra e il pianoforte leggermente preparati, ancora la chitarra e l'arpa scordate, il soprano che usa l'armonica a bocca, quasi come prolungamento o espansione delle proprie corde vocali. Il silenzio che si rinnova e dedicato ad Antidogma Musica, che lo ha commissionato nel luglio 1990.

GG, 1990