Titolo: Intermezzo, corale e canone sul nome Amedeo
Organico: coro voci bianche, flauto/ottavino, cl/clb
Durata: 10’
Anno di composizione: 1991
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Torino, Settembre Musica 22 settembre 1991, Teatro Carignano.
Altre indicazioni: parte dello spettacolo “Gli alfabeti di Wolfango Ameeo Mozart: scatola di montaggio per fare un’opera a scuola”
«Scatola di montaggio per fare un'opera a scuola» si legge sul frontespizio della composizione: una scatola piena di suoni, parole, gesti e colori per accompagnare, giocando, a conoscere la musica. Più precisamente, se il De origine musices è stato definito come una parabola del cammino dell'uomo verso il suono, Gli alfabeti, come già la versione scolastica de La musica (presentata nella scorsa edizione del Festival), intendono riflettere "il bambino che affronta simultaneamente due strade: quella del sé verso il suono e quella del suono verso la musica".
I quattro compositori impegnati in questo progetto si sono riferiti al mozartiano Alphabet/: en musikalischer Scherz (Alfabeto: Uno scherzo musicale), attribuito a Mozart. L'ascendenza mozartiana, chiariscono gli autori nelle istruzioni che precedono la partitura, consiste in uno "spunto", da intendersi come "motivo che fornisce ispirazione, avvio per un progetto, una creazione artistica". Degli otto brani per vari strumenti che compongono il pezzo, il primo e il terzo sono di Giulio Castagnoli, il secondo e l'ottavo di Sergio Liberovici, il quarto e il settimo di Maria Luisa Pacciani, il quinto e il sesto di Giuseppe Gavazza.
Una prospettiva apertamente metalinguistica presiede ogni parte di questo lavoro, che si propone di svelare tutti gli alfabeti del mondo: da quello canonico composto dalle lettere, all'alfabeto dei rumori, dei colori, della musica. A testimonianza dell'entusiasmo che muove iniziative didattiche sono in grado di stimolare nell'altrimenti desolato e tendenzialmente statico panorama dell'istruzione, ben quattro scuole elementari torinesi hanno già realizzato, nel corso dell'anno scolastico 19891990, questo progetto.
E evidente che è stata riconosciuta l'utilità di coinvolgere i giovanissimi e volenterosi discenti in un impiego teatrale di tutti i mezzi espressivi a disposizione dell'uomo per manifestare la sua interiorità e comunicarla ad altri.
Indicazioni precise si alternano a momenti di improvvisazione, miranti a lasciare spazio al libero gioco della fantasia, adeguatamente incentivato dalle nuove conoscenze che via via si aprono ai bambini nel corso della rappresentazione attiva.
Orazio Mula