Kinsky I

Titolo: Kinsky I
Organico: violoncello e voce d’attore registrata
Durata: 6’40’’
Anno di composizione: 2002-03
Proprietà, editore: Autore
Prima esecuzione: Cuneo Teatro Toselli, “Il suono, lo spazio, il tempo”, giugno 2005, Luca Panicciari, violoncello; Giuseppe Gavazza, regia del suono
Altre indicazioni: Dedicato a Luca Panicciari


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kinski little

 

Premesse
L’attore Klaus Kinsky ha registrato (Ich bin so wild nach deinem Erdbeermund, CD Amadeo Österreichische Schallplatten, Wien 1959) letture di poesie di François Villon ed altri autori (Oscar Wilde, Johann Wolfgang, Goethe, Friedrich Schiller).
Si tratta di registrazioni eccessive, al limite del “kitch”, enfatiche, discutibili a partire da uno sconcertante Villon recitato in tedesco. Allo stesso tempo ci troviamo di fronte a performance vocali complesse dal punto di vista acustico e musicalmente molto ricche. Kinsky non recita: declama, mormora, urla, canta. Il punto di partenza di una voce registrata permette di creare assonanze (altezza, ritmo, timbro) impossibili con un attore dal vivo. Un punto di riferimento è il Manfred di Schumann Byron nella straordinaria interpretazione di Carmelo Bene. (CD Warner Fonit).

Il brano
Utilizzando programmi di analisi digitale del suono la parte di voce recitata è stata trasposta in un file midi, da qui in una partitura stampata e riscritta infine come una parte di Sprechgesang. Il violoncello è l’altra voce di un contrappunto a due: si oppone, contrasta, imita ed è imitato, dialoga con la voce di Kinsky.
Kinsky I usa la poesia di François Villon che sul CD porta il titolo Eine verliebte Ballade für ein Mädchen namens Yssabeau come cantus firmus di un contrappunto a due voci.
Prevedo di fare altri brani per violoncello solo e almeno altre due poesie tratte dallo stesso CD; ho in progetto inoltre di farne una versione per ensemble da camera.

Indicazioni per l’esecuzione
La parte della voce è stata trascritta dalla registrazione che è stata conservata inalterata ad eccezione di alcuni silenzi aggiunti per separare le sezioni. Le altezze delle note sono da intendersi approssimate (Sprechgesang) e le durate sono state trascritte accettando alcune approssimazioni in favore di una chiarezza di scrittura ritmica. L'esecuzione della parte del violoncello dovrà quindi essere fatta più in funzione di un dialogo con la voce registrata che del rispetto metronomicamente rigoroso della scrittura. Il violoncello non dovrà - per quanto possibile - essere amplificato e l'amplificazione della voce registrata dovrà essere discreta: in una sala di dimensioni cameristiche indicativamente un impianto di amplificazione stereo hifi di tipo domestico (30-40 W per canale) sarà sufficiente. Le casse acustiche dovranno essere disposte sul palco: la cassa sinistra quanto più possibile vicino al violoncello (dietro a pochi centimetri ad esempio) mentre la cassa destra dovrà essere posta lontano, lateralmente (non dietro) ad alcuni metri dall'esecutore.

GG, Cuneo, 2003

Il testo

Klaus Kinski spricht François Villon
Eine verliebte Ballade für ein Mädchen namens Yssabeaukinski big
François Villon Texte
Freie deutsche Nachdichtungen von Paul Zech
Ich bin so wild nach deinem Erdbeermund,
ich schrie mir schon die Lungen wund
nach deinem weißen Leib, du Weib.
Im Klee, da hat der Mai ein Bett gemacht,
da blüht ein süßer Zeitvertreib
mit deinem Leib die lange Nacht.
Da will ich sein im tiefen Tal.
Dein Nachtgebet und auch dein Sterngemahl.
Im tiefen Erdbeertal, im schwarzen Haar,
da schlief ich manches Sommerjahr
bei dir und schlief doch nie zuviel.
Ich habe jetzt ein rotes Tier im Blut,
das macht mir wieder frohen Mut.
Komm her, ich weiß ein schönes Spiel
im dunklen Tal, im Muschelgrund ...
Ich bin so wild nach deinem Erdbeermund!
Die graue Welt macht keine Freude mehr,
ich gab den schönsten Sommer her,
und dir hat's auch kein Glück gebracht;
hast nur den roten Mund noch aufgespart,
für mich so tief im Haar verwahrt...
Ich such ihn schon die lange Nacht
im Wintertal, im Aschengrund...
Ich bin so wild nach deinem Erdbeermund.
Im Wintertal, im schwarzen Erdbeerkraut,
da hat der Schnee sein Nest gebaut
und fragt nicht, wo die Liebe sei.
Ich habe doch das rote Tier so tief
erfahren, als ich bei dir schlief.
Wär nur der Winter erst vorbei
und wieder grün der Wiesengrund!
... ich bin so wild nach deinem Erdbeermund