La musica: enciclopedia in forma di spettacolo

Titolo: La musica: enciclopedia in forma di spettacolo
Organico: per coro di voci bianche, un bambino, un'attrice, tre percussionisti con il Piccolo Laboratorio Musicale
Durata: 50’
Anno di composizione: 1990
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Torino, Settembre musica, 9 settembre 1990, Teatro Carignano
Musiche di Giuseppe Gavazza, Sergio Liberovici, Giulio Castagnoli, Maria Luisa Pacciani
Progetto di Sergio Liberovici, Libretto di Roberto Piumini, Scultura e disegno di Ugo Nespolo

VOCE BAMBINA Daniele Antonelli
VOCE MAESTRA Paola Roman
CORO DI VOCI BIANCHE "Magnificat" diretto da Angelo Gila

Assistenza alla direzione d'orchestra Rossella NegroNell'ambito della tredicesima edizione di Settembre Musica, lo spettacolo per i bambini, appuntamento ormai consueto e atteso dal pubblico, non solo infantile, ha impegnato i quattro compositori, Giulio Castagnoli, Giuseppe Gavazza, Sergio Liberovici e Maria Luisa Pacciani, in un lavoro teatrale incentrato sulla problematica della musica.

"La Musica", titolo dell'opera e materia intorno alla quale gravita tutto lo spettacolo, va considerata nel suo significato originario: il termine mousiké designava presso gli antichi Greci l'arte delle Muse e comprendeva pertanto non solo la musica, quale si intende nel linguaggio corrente, cioè l'arte dei suoni, ma anche la poesia e la danza. Parole, musica, scenografia e gestualità contribuiranno a fornire un bagaglio di suggestioni e stimoli atti ad alimentare la fantasia degli spettatori e ad indurre una crescente partecipazione degli stessi alla rappresentazione.

II sottotitolo "Enciclopedia in forma di spettacolo" sta a significare che la musica è oggetto di un lavoro strutturato come una sorta di enciclopedia. Quest'ultima parola è stata intesa dall'ideatore dello spettacolo, Liberovici, secondo il significato di "educazione complessiva" (Enciclopedia = gr. enkyklïos, ciclica, cioè complessiva; paidéia, educazione ).

Tale educazione si compie appunto in forma di spettacolo: durante il suo svolgimento il coro ha la funzione di proporre le varie "voci" dell'opera; il bambino di fare delle domande; l'attrice di dare delle risposte; i tre percussionisti di realizzare delle dimostrazioni. A questo scopo essi utilizzarono i materiali, gli oggetti e gli strumenti a suono indeterminato e determinato, disponibili nel Piccolo Laboratorio Musicale presente sul palcoscenico.

Per avvicinare i bambini al mondo della musica ed invitarli a .giocare con essa, nel corso della rappresentazione si snoderanno diversi episodi, comprendenti dialoghi (per lo più domande del bambino e risposte della maestra) e interventi musicali del coro, dei percussionisti e del pubblico stesso.
II lavoro comprende complessivamente diec

i numeri, ai quali hanno collaborato i quattro compositori alternandosi variamente, ciascuno relativo a diversi aspetti, qualitativi e didattici, della musica.
Dopo un coro introduttivo in forma di canone, sorta di inno alla problematicità della musica (n. 1), intervengono il bambino e la maestra (n. 2). Attraverso il loro dialogo, e il gioco musicale che segue, inizia a costruirsi il discorso sulla musica. Si affronta qui una questione fondamentale: "Cos'è la musica?" chiede il bambino; la risposta della maestra: "La musica è il giocare dei suoni e dei silenzi", illustrata praticamente in un breve intermezzo intitolato "Gioco di palla e voce tra maestra e bambino", sarà poi sviluppata e approfondita nei successivi episodi.

In "Cosa sono i suoni?" (n. 3) si inseriscono il coro e i percussionisti. Il primo interviene con osservazioni e commenti alle risposte della maestra, i secondi svolgono dimostrazioni pratiche utilizzando in vario modo il proprio corpo, quale fonte sonora primaria. Ad illustrazione della risposta al quesito del bambino, "I suoni sono la voce delle cose", la seconda parte di questo terzo episodio, intitolata "Gran canone di materiali, di oggetti e di modi di suonarli", comprende alcune pagine dedicate all'utilizzo di materiali primari e di oggetti solitamente destinati ad altri usi. La maestra, il bambino e i percussionisti produrranno musica con pietre, fogli di carta accartocciati e lanciati, cucchiai, vasi, pasta cruda, un sonaglino per bambini ecc. ecc. I materiali del Piccolo Laboratorio Musicale servono da esplorazione, costituiscono una grande varietà di fonti sonore da cui partire, sfruttandone le possibilità.

Proseguendo l'ideale itinerario didattico, il quarto numero affronta un'altra questione rilevante: le qualità del suono. Il bambino domanda: "Come sono i suoni?" Le risposte, realizzate dal coro insieme ai percussionisti, fanno luce sulle caratteristiche dei suoni: intensità, durata, altezza, timbro.
Si passa quindi (n. 5) alla considerazione di un elemento fondamentale per l'evento sonoro: il silenzio. In questo episodio, intervallati con altrettanti commenti del coro, si svolgono quattro eventi nel silenzio (gesto/movimento; segno/disegno; suono! rumore; fischio/canto, tra sè), che saranno ripresi e sviluppati in momenti successivi (n. 7 e n. 8), secondo un'ideale crescita progressiva delle idee, dei mezzi e dei metodi per realizzarle. In tutta musicisti. la scena si vuole evidenziare l'importanza del silenzio, considerato una delle materie prime della musica da molti compositori contemporanei e i cui particolari effetti sono stati da tempo sfruttati dai
Le parole del libretto sottolineano il fatto che il silenzio è basilare per la musica: esso crea il senso dell'attesa, è il momento in cui lo spettatore si prepara, aspetta, spera, ricorda una melodia; è un dato indispensabile per il musicista, come la terra per i semi, l'acqua per i pesci, la carta per il disegno, lo spazio per i salti.

Nel sesto episodio si prende in considerazione il problema della scrittura della musica, nuovo tema affrontato in forma di gioco musicale collettivo, al quale potrà partecipare il pubblico.
Si utilizzano a questo scopo: dodici grandi cubi e due mazzi di grandi carte con cui simboleggiare suoni e pause.
Successivamente (n. 7) il bambino pone una domanda che sembrerebbe di difficile soluzione: "Come comincia il gioco della musica?" La risposta, ancora una volta commentata dal coro, viene poi llustrata tramite lo sviluppo degli "eventi nel silenzio" (compari al n. 5); gli "eventi" vengono trasformati in suoni strumentali nel corso del "Laboratorio in quattro momenti simultanei". Si impiegano, a questo punto, oggetti di varia provenienza (fischietto da richiamo, cannuccia in bicchiere d'acqua), si sfruttano parti di strumenti (tubi senza bocchino, tasti di xilofono), per giungere all'utilizzo di strumenti veri e propri (flauto, triangolo ...)
Si spiega poi (n. 8) attraverso quali "strade" si passa "Dallo spunto alla musica ..." Le strade da percorrere riguardano gli elementi fondamentali della composizione, che vanno combinati, come in ogni gioco, secondo delle regole ... Si tratta di: ritmo, melodia, armonia, spazio, con i quali è necessario imparare a giocare, introducendo nelle norme cambiamenti e variazioni e cercando combinazioni sempre nuove. Ciascuno degli elementi suddetti, dopo essere stato introdotto dalle voci dei percussionisti o del coro, viene elaborato sotto forma di "piccola musica strumentale", che riprende lo "spunto strumentale" presentato nell'episodio precedente e lo completa.

Il penultimo brano dell'opera, nel corso della composizione musicale con i cubi, condotta dalla maestra e dal bambino, con la partecipazione del coro e dei percussionisti, contiene un invito al pubblico, che sarà in grado di intonare una breve melodia scritta dal bambino. Infine (n. 10), al termine di questa grande lezione collettiva, in cui la componente ludica non viene mai meno, il bambino chiede a cosa serve la musica. La risposta, iniziata dalla maestra e continuata dal coro, è una sorta di grande inno alla libertà della musica, alla sua forza trascinante, alla sua magia, alla sua resistenza ai malanni della vita e alla banalità di certe abitudini; alla sua straordinaria capacità di "far crescere" le persone, punteggiato da interventi vocali e strumentali dei percussionisti.
La componente didattica, fondamentale in tutta l'opera, interagisce e si amalgama con tutti gli altri elementi dello spettacolo, che rappresenta a sua volta una specie di summa delle molteplici attività pedagogiche svolte dai musicisti compositori, in collaborazione con le scuole materne, elementari e medie, in molti anni di esperienza e di lavoro.

I Compositori Associati hanno creduto opportuno collegare a questo spettacolo una pubblicazione che ha a sua volta una sua spettacolarità: "I Quaderni di Musica Nuova a Scuola, n. 1" comprende il libretto dell'opera, l'elenco dei materiali, oggetti e strumenti contenuti nel Piccolo Laboratorio Musicale, l'intera partitura ed inoltre la musica in versione scolastica. Quest'ultima parte costituisce una novità e può rappresentare un interessante strumento di lavoro a scuola. Contiene infatti la versione semplificata dei principali brani musicali e una ricca serie di suggerimenti e spunti per realizzarli in diversi modi. Tra le varie proposte, i "Quattro eventi nel silenzio" e le successive riprese ed elaborazioni nei "Quattro momenti di laboratorio" e "Quattro piccole musiche strumentali" dovranno essere ideati ex novo, diventeranno cioè dodici momenti "aperti all'inventiva e alle capacità progettuali degli interpreti/autori" secondo le parole di Liberovjcj. Gli alunni potranno cimentarsi nell'uso di materiali e strumenti diversi, esploreranno le fonti sonore, inventerannoformule ritmiche e timbriche. Fondamentale è il dato aleatorio,la possibilità di invenzione il "fare musica" non è sempliceriproduzione di modelli, ma costituisce una ricerca continua, unacrescita individuale e collettiva. Dallo spettacolo "La Musica"potranno nascere a scuola infiniti altri spettacoli, prodotti daibambini e dai ragazzi, che avranno modo di "giocare" conmateriali e strumenti, provando varie combinazioni e divertendosi con essi.

Giulietta Frigo
Dal programma di sala di Torino, Settembre musica, 9 settembre 1990, Teatro Carignano