Le pecore mutanti (Dolly's song)

Titolo: Le pecore mutanti (Dolly's song)
Organico: arpa
Durata: 8'
Anno di composizione: 1997-2003
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: non eseguito

Passato remoto

La vecchia tecnica di contare le pecore per addormentarsi ispirò uno dei primi spot televisivi della RAI TV; si chiamava Intervallo. Il canale televisivo era unico e nazionale ed il rapporto tempo-trasmissioni era rovesciato rispetto ad oggi: i lunghi tempi vuoti dei palinsesti dovevano essere riempiti da trasmissioni lente.
Ricordo i suoni e le immagini d’Intervallo: un’arpa fluida e scorrevole, vedute fotografiche, cartoline di paesaggi nazionali, pecore che passano lente.
Ricordo la musica dell’arpa che si sovrappone alle cartoline italiane e alle pecore migranti diventandone la colonna sonora; così nella mia memoria.

Passato prossimo e futuro immaginario

“Do androids dream of electric sheeps?” (Chissà se gli androidi sognano pecore elettriche) Ritrovo le pecore nel titolo originale del romanzo di Philip K.Dick da cui è stato tratto il film di culto “Blade runner”. Quelli del film di Ridley Scott sono i primi anni ‘80, sullo schermo collettivo del cinema tornano le pecore ad inaugurare sonni più inquieti: gli androidi sono tra noi e le pecore elettriche, chissà, sono nei loro sogni.

Presente reale e futuro possibile

Ancora pecore ad inaugurare un vecchio sogno ed un sonno ancora più inquietante: la clonazione di un animale superiore. L’uomo, apprendista stregone, entra nella bottega del creatore ed è subito Dolly: la pecora/le pecore più famosa/e della storia (chissà se sogna prati blu elettrico).
Negli anni ho dato un’identità alla colonna sonora di Intervallo, una riuscita ibridazione (fusione, morphing, metissage) di due brani di autori diversi, neppure scritti originalmente per arpa: la Toccata di Pietro Domenico Paradisi e la Passacaglia di George Frederich Haendel.

Un po’ di tecnica didascalica per capire il senso del brano

Per capire il senso (e il titolo) del brano è bene spiegare una caratteristica tecnica dello strumento in causa. L’arpa moderna ha sette pedali che permettono di alterare le corde corrispondenti alla stessa nota ad ottave diverse. Un esempio: il pedale del re permette di alzare (a re diesis) o abbassare (a re bemolle) tutti i re. Così per le sette note. La cosa che mi ha interessato in Le pecore mutanti è stata questa caratteristica meccanica dell’arpa che fa si che ad identici gesti strumentali (le dita che pizzicano certe corde in un certo modo descritto dalla partitura) possano corrispondere realtà sonore (le altezze, dunque diverse melodie ed armonie) completamente diverse in funzione dei pedali. Alla ripetitività del gesto strumentale identico, clonato, si sovrappone la mutazione acustica determinata dei pedali che cambiano l’altezza d'alcune corde. In brani di carattere schiettamente armonico e tonale come quelli di Paradisi e Haendel l’effetto è straniante.
Sulla base dei ricordi, ho ricostruito, l’alternarsi dei due brani in un'unica composizione iterata e ipnotica; alle variazioni originali si sovrappongono le varianti e le mutazioni indotte da una pedalazione che certo non risponde alle esigenze d’armonia ed equilibrio dei modelli originali.

Postludio

Nel frattempo Dolly è morta, suscitando molto meno clamore che alla nascita e c'è chi dice di aver clonato una bambina: chissà se sta già sognando arpe elettriche.

La Napoule, marzo 2003

 

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