N-ODI

Titolo: N-ODI
Organico: audio sculture
Durata: indefinita
Anno di composizione: 1998
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Galleria Persano-Torino, maggio-giugno 1998
Altre indicazioni: altra versione, Siracusa, Galleria civica Montevergini, gennaio-febbraio 2002

Dal volume: Alfredo Romano: Hopefulmonster, Torino 2002mixed1 1
La drammaticità implicita nelle opere di Alfredo Romano, la denuncia del degrado sociale, della frattura, del soffocamento sembra sempre, nella sua urgenza espressiva, evocare la voce, il suono: «Vorrei che il mio lavoro fosse un canto, che lasciasse passare un silenzio. [ ... ] Vorrei che avesse la stessa forza coinvolgente della fame».

Nella musica di Giuseppe Gavazza una diversa urgenza espressiva, che interiorizza il linguaggio musicale e offre all'ascolto direttamente un'emozione, manifesta il simmetrico bisogno che i suoni acquistino una forma, che il senso, già consustanziato nel pensiero che organizza i suoni, si espliciti in una materia. Nascono così i nodi, espressione simbolica di un'unione ma anche di una tensione, in cui fra i due linguaggi espressivi non via sia mero accostamento o sovrapposizione ma anzi comunione, consonanza.

«I nodi sono gli interstizi in cui si manifesta l'invisibile e si trasfigura il visibile»; il suono invisibile trasfigura la materia visibile in un messaggio, comune ai due artisti, di rigore e di impegno estetico.
Gli elementi/segni materiali dei lavoro di Romano la grata e il ferro, insieme clausura e pesantezza; la grande ciotola, «urlo soffocato [che] simboleggia il pasto della nostra comunità infelice»; le sedie vuote come coro di voce soffocate si svuotano di altre indicazioni di significato: la ciotola, le grate, le sedie sono vuote, non ci sono né carte o capelli bruciati, ne neri catrami che trasudano.

L'opera si dispone ad accogliere un suono, si connota di altri dettati/dettagli: le gambe delle sedie (12 come i semitoni) sono tagliate a becco come canne d'organo, la ciotola riempita di suono funziona come Iente acustica", le due sedie vuote di un muto colloquio rapprendono un silenzio squarciato da colpi. Le strutture vibrano da dentro, è la loro voce che, materializzatasi nella musica di Gavazza, si scioglie in odi per apparire finalmente, con le parole dello stesso Romano, come un messaggio di solidarietà, un progetto, un'utopia.
Luciana Galliano

N-ODI: CD audio allegato a Alfredo Romano: Hopefulmonster, Torino 2002miexd1
Nel CD sono presenti i suoni che ho composto per la mostra presentata alla Galleria Giorgio Persano di Torino nella primavera del 1998. Tutti i suoni realizzati elettronicamente con il programma di sintesi per modelli fisici Genesis 1.3 dell'ACROE di Grenoble sono stati creati per il progetto N-ODI, pensato, discusso e realizzato con Alfredo Romano; la forma acustica dell'opera nasce dalla sua forma visiva e viceversa.
Le tracce da 1 a 22 riportano i suoni relativi all'opera riprodotta in questo catalogo alle pagine 34/37, le tracce da 23 a 35 quelli dell'opera riprodotta alle pagine 38/39
Giuseppe Gavazza, Torino, 2002

 

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Appunti per N-ODI.

Stralcio dai testi di Alfredo Romano: “ … paesaggi del nero ... Questo è il colore della nostra storia mediterranea. … il nero è un non colore … una pittura non dipinta, contenuta dentro una struttura di ferro, che si accumula, si stratifica ... questi ferri hanno un peso ed un umore differenti, l’assunto di una condensazione “aperta”, continua, infinita, mutano nel loro movimento interno”.
Il nero, non colore, è il silenzio. Rendere percepibile un nero o un silenzio è delimitarli; delimitare un colore (nero) è dargli spazio e forma (una parete, un oggetto, una stanza, una tela); delimitare un silenzio è insonorizzare una stanza (o una persona) oppure è delimitarlo nella sequenza temporale con dei non silenzi: il nero-silenzio pannello al centro di una cornice di non silenzi-suoni.
Questo è comporre i suoni-silenzi, è fare musica.


mixed1 2Un suono bianco è colorato dalla risonanza degli oggetti-ambiente.
Progetto: sequenza e polifonia di suoni bianchi-colorati, tanti quanti sono i tubi nello stesso ambiente acustico. Suoni bianchi contenuti in differenti strutture di ferro so colorano, escono nell’ambiente acustico filtrati-colorati e si accumulano. I suoni contenuti escono nell’ambiente perché i tubi sono aperti, i tubi risuonano (e colorano il suono bianco) perché il suono bianco li sollecita, li muta nel loro movimento interno.

 

 

 

 

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Una ciotola grande di ferro vuota, appesa con una fitta serie di tondini in ferro ad una pesante struttura in ferro alta 3 metri è simbolo,mixed1 3 nel linguaggio di Alfredo Romano, del pasto mancato, dell’assenza di cibo.
Ho riempito questo vuoto anoressico di suoni cupi, lenti e percussivi: un altoparlante posto nel punto giusto, alto sopra il centro della semisfera vuota lancia i suoni verso il basso dove vengono riflessi dalla ciotola che diventa lente acustica e li rimanda agli spettatori-ascoltatori. Chi si avvicina sente provenire questi suoni da uno spazio curvo e vuoto, come generati dal nulla. Il suono primigenio nutre uno spazio vuoto.

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