Titolo: Non è settembre il tempo degli incanti?
Organico: ensemble 10 strumenti: Fl/ott, Cl/Clb, cor, chit/chit el, pf, 2 vni, vla, vc, cbs
Durata: 500” (8’20’’)
Anno di composizione: 1995
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Torino, Settembre Musica 1995, Piccolo Regio, Ensemble Antidogma, Paolo Ferrara, direttore
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Composta per il festival torinese Settembre Musica Non è settembre il tempo degli incanti è un lento e quieto brano ciclico che usa forme, ritmi e processi armonici copiati dal Flamenco. Ma attenzione: lo spirito, il carattere, il temperamento (e la temperatura) sono totalmente differenti. La composizione usa frammenti presi da altri miei brani (Five players, Ogni orizzonte ha la sua alba, Six players) a loro volta derivati (variazioni) da materiali di Morton Feldman.
Tutto si può esprimere attraverso il suono, anche le parole scritte che, lette, risuonano nella nostra mente; non conosco lingue scritte che non possano essere lette, dette oppure suonate, come la musica.
Nei giorni conclusivi della composizione di questo brano ho avuto occasione di leggere un frammento di Eraclito, nella versione di Ceronetti, sul libro Come un talismano:
Vibrando ritornando
Corde dell'arco
Corde della lira
Avete in Armonia
Il tempo, la misura.
Armonia non appare:
La sua forza domina oscura.
Componendo, queste parole risuonavano nella mente insieme con quelle altrettanto folgoranti di Montale che danno il titolo al libro:
e recano il loro soffrire con sé come un talismano
Eraclito, Montale, Ceronetti e altro ancora: quali consonanze legano questi tre autori attraverso le parole, corde tese di un arco, quali rapporti le armonizzano?
Quali relazioni con la musica che andavo scrivendo?
Quali legami con i tre musicisti (Skrjabin, Messiaen e Feldman) che man mano più esplicitamente riconoscevo come punti di riferimento nel brano che sentivo nascere sotto i miei occhi?
Non é settembre il tempo degli incanti? vuole essere un brano evocativo. Su una ciaccona armonica e ritmica che si srotola lentamente si sovrappongono e s’innestano pochi episodi estraniati; come visioni oniriche nel ciclo rotante del sonno o come gli squarci di paesaggio che si aprono improvvisi agli occhi di passeggeri che volano sopra un tappeto di nuvole.
Forse l'apparenza all'ascolto sarà di fluida casualità, di distratta incoerenza (come queste note di sala). In realtà il brano é un meccanismo preciso di misurazione, un orologio: cento battute di dodici ottavi con metronomo costante di 144 alla croma, ogni battuta di cinque secondi per una durata totale di cinquecento secondi. Fare musica é dare forma al tempo.
Non é settembre il tempo degli incanti? scritto tra Venezia e Torino, tra luglio e agosto 1995, per Settembre Musica e per l'Ensemble Antidogma é dedicato a tutti coloro che lo ascolteranno.
G.G. 1995