Titolo: One Minute concerts:
1 - Mountains Counterpoints
2 - Hommage to Conlon Nancarrow
3 - Hommage to John Cage
Organico: Music machine, time machine, 1 esecutore
Durata: 1’ (x3)
Anno di composizione: 2002
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Black Mountain College, META Museum. North Carolina. 14,15,16 maggio 2002
Bella idea quella del META Museum: un museo senza sede, senza collezione, senza archivi, senza capitali economici, senza atto costitutivo, ….. costituito solo da persone creative e dalle loro idee. Forse nessuna idea migliore per riprendere, 40 anni dopo, lo spirito del Black Mountain College, ricordato come una sorta di Bauhaus statunitense che ha fatto la storia dell’arte del secondo dopoguerra. I nomi che si leggono nel primo invito fattomi nel 2002, qui sotto riportato in stralcio, bastano a dare la dimensione di cosa é stato.
Negli anni ‘90 META Museum ha deciso di vivificare quello spazio, ormai sopravvissuto soltanto come campus per universitari americani appassionati di trekking e canoa che probabilmente neppure si rendono conto del significato di ciò che è accaduto in quello stesso luogo qualche decennio fa.
Al primo incontro in questo luogo straordinario ho partecipato e contribuito con una serie di tre concerti di 1 minuto, brani che componevo durante il giorno ed eseguivo alle 20 di sera nel grande salone in legno che aveva visto le prime di Cage e Cunningham. Gli strumenti usati sono stati una clessidra ed un carillon a nastro perforato e dovrebbero bastare a spiegare i titoli omaggio a Cage stesso, a Colon Nancarrow e ai suoi studi per Player Piano.
Alla fine del periodo ho composto un brano per META Choir, in pratica per un coro composto di tutti i partecipanti. Prendendo spunto dagli ultimi lavori di John Cage ho composto una partitura temporale, in cui ognuno aveva una propria parte vocale che era eseguita in finestre di tempo determinate; a fare da direttore un grande orologio da parete. Il momento dell’esecuzione era unico: i 5’33’’ del brano scattavano alle ore 11 e 54’ 27’’ per finire a mezzogiorno in punto.
GG, 2006

