Out of the cage

Titolo: Out of the cage
Organico: orchestra da cucina
Durata: 8’-12’
Anno di composizione: 2001
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “G.Giolitti”, Scuola coordinata di Dronero
Altre indicazioni: realizzato nell’ambito del Laboratorio “L’orchestra da cucina” febbraio – marzo 2001, Coordinatore, Giuseppe Gavazza; assistente, Giampaolo Delfino

Nel gennaio 2001 Istituto per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione di Dronero mi propose un’attività di
laboratorio musicaleperformance3 1 finalizzato a fare un concerto, un paio di mesi dopo, nell’ambito di manifestazioni aperte al pubblico. Avevo a disposizione 5 o 6 lezioni e una quindicina di studenti, tra i 15 e i 17 anni, dei quali uno solo aveva una, seppur minima, conoscenza della musica.








I trattati di pedagogia, tassonomicamente, recitano quanto sia didatticamente essenziale “rendere partecipi gli allievi coinvolgendoli in attività che permettano l’espressione e la manifestazione del proprio vissuto personale in modo attivo”.

E così, tra un compito in classe di Arrosti e stufati, un’interrogazione di Dolci al cucchiaio ed un saggio di Primi ripieni, sviluppai questo concerto-spettacolo che, con scrupolo pedagogico, partiva dagli strumenti che loro meglio conoscevano: quelli di cucina. L’esplorazione acustica, visiva e tattile (multimediale) dei cassetti delle grandi cucine dell’istituto ci fornì conchiglie di capesante, forchette, coltelli, cucchiai, pentole d’acciaio di varie fogge e dimensioni, fruste e mestoli, nonché acqua, pasta, riso ed altri semi secchi adatti a suonare.

L’orchestra da cucina era divisa in tre sezioni, ognuna con una sua parte esattamente scritta con indicazioni di azioni sonore da svolgere su una timeline scandita e coordinata da un direttore che, fornito di metronomo, concertava in tempo reale indicando con il linguaggio digitale delle dita delle mani i numeri di sezioni da eseguire per ogni sezione mentre i gesti analogici delle braccia comandavano le dinamiche dell’interpretazione.

Molti anni prima avevo visto alla RAI-TV la bellissima serie “C’è musica e musica” coordinata da Luciano Berio e dopo molti anni mi era rimasto tra i tanti un ricordo: Bruno Maderna dirigeva proprio così, indicando ai professori d’orchestra con le dita delle mani, i numeri di diverse sezioni di una partitura di musica, per quell’epoca, d’avanguardia. Forse è vero che le manifestazioni del vissuto personale suscitano l’invenzione e speriamo di poter nutrire anche così l’eredità poco conosciuta di un’epoca di creatività artistica.

GG, 2006