Passaggi: arrivi e partenze
Nuovi porti, un’altra riva
Videoinstallation
Testo italiano a fondo pagina
"What world lies beyond this sea I do not know but every sea has another shore and I will arrive."
Cesare Pavese: Il mestiere di vivere 1952.
In the summers of 2002, 2005 and 2008, I was fortunate enough to be an artist in residence at Bergen USF Arts Center, Norway, a former sardine factory that had been transformed into a cultural centre. From my large studio with wide windows overlooking the port entrance, I spent months witnessing the arrival and departure of ships of all kinds, types and sizes in the long summer days: small rowing and sailing boats, steamboats, huge transatlantic tourist vessels and container ships.
Among them were Hurtigruten ships, notably the 'Postal', which departs daily from Bergen, the southern terminus, on a 12-day journey that concludes in Kirkenes, located at the northernmost tip near the Russian border, having visited 34 ports along the way.
Every evening, a different white, red and black ship comes from the north, setting off northwards the next morning, and each ship returns after about 12 days, becoming a measure of time passing: a slow chronometer. The schedules are regular, and waiting for the daily vessel has become a rite of passage in front of my windows, watching the docking manoeuvre. It is an acoustic rite before a visual one: the entrance to the fjord is far away, and large ships use a siren to "greet" on arrival (usually three sounds at regular intervals, followed by a quarter later), making the ship come into port with its voice much earlier than with its bow.
I have collected many hours of video and audio recordings, which I present in this installation. Here, I mix video fragments on four screens, accompanied by a soundtrack created from the audio recordings, which are recomposed into a polyphony of multiple voices with the addition of synthetic sounds.
G. G. August 24, 2021
https://www.creativamenteroero.it/edizione-2020/
https://www.youtube.com/watch?v=86u2lFcaZnA


"Quale mondo giaccia al di là di questo mare io non lo so ma ogni mare ha un’altra riva e arriverò."
Cesare Pavese: Il mestiere di vivere 1952.
Nelle estati del 2002, 2005 e 2008 ho avuto la fortuna di essere artista in residenza presso USF di Bergen, Norvegia; una ex fabbrica di sardine trasformata in centro culturale. Dal grande studio, con ampie finestre che danno sull’imbocco del porto, per mesi, nelle nordiche lunghissime giornate estive, ho assistito all’arrivo e alla partenza di navi di ogni genere, tipo e dimensione: piccole imbarcazioni a remi e a vela, battelli a vapore, colossali transatlantici turistici e navi container. Tra i tanti Hurtigruten, il “Postale” che, con cadenza giornaliera, da Bergen, capolinea sud, parte per il viaggio che dopo 12 giorni approderà a Kirkenes all’estremità nord, al confine con la Russia dopo aver toccato 34 porti. Ogni sera una bianca, rossa e nera, con un nome diverso, arriva da nord per ripartire verso nord il mattino successivo; e ogni nave tornerà di li a circa 12 giorni, diventando una misura del tempo che passa: un cronometro lento. Gli orari sono regolari e l’attesa della nave giornaliera diventava il rito del passaggio davanti alle mie finestre per la manovra di attracco. Un rito acustico prima che visivo: l’imbocco del fiordo è lontano e l’uso delle grandi navi di “salutare” all’arrivo con una sirena (in genere tre suoni a intervalli regolari seguiti da un quarto più ritardato) fa si che la nave entri in porto con la sua voce ben prima che con la sua prua.
Ho raccolto molte ore di registrazioni video e audio che presento in questa installazione dove mescolo frammenti video su quattro schermi accompagnati da una colonna sonora che parte dalle registrazioni audio e le ricompone in una polifonia a più voci aggiungendo suoni di sintesi.
G. G. 24 agosto 2021
