Scomposizione del silenzio

Titolo: Scomposizione del silenzio
Organico: sopr, ar
Durata: 6’
Anno di composizione: 1990
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: non eseguito
Altre indicazioni: tratto da Il silenzio che si rinnova

Scomposizione del silenzio è la parte dei due strumenti solisti del brano Il silenzio che si rinnova pensata da subito come possibile brano autonomo.

Riporto qui le note per il brano citato.
Il silenzio che si rinnova impegna due piccoli organici: ad un ensemble di quattro strumentisti (flauto/ottavino, clarinetto/clarinetto basso, chitarra/chitarra elettrica e pianoforte) si contrappone un concertino di soprano e arpa. Esiste quindi, nell'impostazione strumentale, un’analogia con il concerto grosso di tradizione settecentesca. Ma l'analogia finisce qui, resta alla superficie; non vi e alcuna intenzione neoclassica o restaurativa, non compaiono citazioni, allusioni o rimandi. Il brano può, al più, essere ascoltato come un omaggio allusivo e discreto, con una velatura di nostalgia, alla tradizione vocale e strumentale italiana, dal Settecento ad oggi.

I cinque tempi del quartetto si alternano o sovrappongono con i tre tempi del duo tracciando uno schema di sezioni che si agganciano senza soluzione di continuità; solo all'inizio, tra i primi due tempi del quartetto, e verso la fine, immediatamente prima che la ripresa del primo tempo del duo appaia "concertato" dal terzo tempo del quartetto che gli si sovrappone integralmente, si possono individuare cesure percepibili di divisione tra le sezioni, reali momenti di silenzio. I due gruppi strumentali procedono autonomamente anche se sincronizzati: diversi i materiali musicali e le tecniche di sviluppo.

Solo in alcuni punti nodali essi si amalgamano, si uniscono in un gioco di mimesi timbrica reciproca. Da quest’attenzione acustica nasce, forse, l'uso talvolta improprio degli strumenti: multifonici nei fiati, la chitarra e il pianoforte leggermente preparati, ancora la chitarra e l'arpa scordate, il soprano che usa l'armonica a bocca, quasi come prolungamento o espansione delle proprie corde vocali. Il silenzio che si rinnova e dedicato ad Antidogma Musica, che lo ha commissionato nel luglio 1990.

GG, 1990