Titolo: Six players (for John Cage)
Organico: pianoforte, violino, violoncello, flauto in sol/ottavino, clarinetto/clarinetto basso, armonica a bocca e percussioni metalliche ad libitum
Durata: 13’02’’
Anno di composizione: 1992
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Milano, Civica Scuola di Musica, 1993, Ensemble Antidogma, Paolo Ferrara
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Five players e Six players sono due versioni di uno stesso progetto compositivo interamente costruito a partire da frammenti del grande compositore americano Morton Feldman. La dimensione del tempo, in Feldman, acquista un nuovo senso attraverso lente e iterative ripetizioni di frammenti musicali. Alcuni frammenti tornano con piccole mutazioni, altri si ripetono identici ma anche quando il frammento è lo stesso nella scrittura non può esserlo nella esecuzione dal vivo a causa della imperfezione degli interpreti e dello stato in divenire degli ascoltatori: ogni volta e una volta nuova. Un frammento di Feldman, a maggior ragione, non sarà lo stesso nella partitura di un altro compositore.
Six players è interamente costruito a partire dagli stessi frammenti, tratti da Untitled composition per violoncello e pianoforte di Morton Feldman, che avevo già usato nella composizione precedente intitolata Five players.
La minore durata del brano è compensata dalle presenza di uno strumento in più, una armonica a bocca che suona a cronometro, scandendo un tempo digitale che si sovrappone a quello fluido ed analogico degli strumenti.
La dimensione omeopaticamente dilatata del minimalismo adottata è un omaggio esplicito a Feldman, compositore americano grande e trascurato.
G.G. Milano,1993