2010 il culto delle discariche
MUSICA
Progetto preliminare
Sono rifiuti i prodotti non più utilizzati.
L'utilizzabilità di un oggetto non gli toglie lo status di rifiuto anche quando si parla di rifiuti riciclati: sono riutilizzati ma non riabilitati, almeno nel nome.
Non sono però rifiuti certe carcasse d’animali morti quali, ad esempio, i coralli o gli scheletri fossili, o certe escrezioni, nate da un’imperfezione accidentale, come le perle.
Sono rifiuti gli scarti mai utilizzati.
Mai utilizzati perché nati imperfetti (la discarica come rupe Tarpea delle cose) o perché l'ambiente - ad esempio il meccanismo distributivo (-->Culti musicali/distributori) - non li ha messi al posto giusto nel giusto momento.
Sono rifiuti le cose che hanno perso la loro funzione.
Anche le cose intatte, se private della funzione organica in un organismo: le parti staccate, i cocci, le membra; insomma, i frutti di smembramento, decomposizione, fratturazione, frammentazione, smontaggio.
Sono rifiuti i manufatti di prodotti umani che non servono più, le scorie (--> Reliquie); la spazzatura viene sempre dopo il lavoro.
Riferimenti interni: --> Premesse/Reliquie
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Le reliquie sono la santificazione di scorie (--> Rifiuti), frammenti dichiarati oggetti di culto e venerazione; in quanto certificati e santificati dall'autorità ufficiale competente non possono che essere autentici. L'autenticità non é più nella cosa ma nella sua funzione, nel suo "marketing"(--> TESI/Culti musicali); la materia e la forma della cosa non sono che un supporto per un’autenticità che si autocertifica. Le reliquie sono le banconote dei beni spirituali, sono i segni di una scrittura; la scrittura necessita la capacità di comprensione, la reliquia, come gran parte degli oggetti di culto, presuppone e necessita la fede.
Spesso le reliquie appaiono kitsch, a chi non ha fede (i segni di un alfabeto sono insensati per chi non conosce l'alfabeto; le banconote non hanno valore fuori del proprio territorio).
Riferimenti interni: --> Premesse/Kitsch
--> PROGETTO/Audio-opere/Icone musicali
--> Premesse/Rifiuti
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Kitsch è l'oggetto la cui forma nasce da una funzione che non appartiene (più) all'oggetto; è kitsch il caminetto con la lampadina rossa nascosta tra ceppi di (finto) legno o il pianoforte adattato a mobile bar. Per traslato è kitsch ogni riproduzione d’oggetti d'arte o d’oggetti di culto, anche turistico (la gondola di plastica, la torre di Pisa di marzapane, O sole mio cantato in lingua lappone).
Riferimenti interni. --> Premesse/Reliquie
--> PROGETTO/Audio-opere/Icone musicali
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1.4 - Arte
Se ci riferiamo all'arte ci riferiamo ad un ambito umano; i rifiuti in arte saranno da riferire a prodotti umani secondo l'equazione reversibile. Rifiuti<--->Arte (Il rifiuto diventa Arte/L'arte diventa Rifiuto).
Riferimenti interni: --> Premesse/Rifiuti
--> TESI/Musica
La musica, legata al tempo dell'ascolto, é effimera. Nella storia la musica é stata perlopiù legata alla memoria individuale di un’esperienza sensoriale vissuta dall'individuo e alla trasmissione personale diretta di queste memorie individuali, attraverso le generazioni. Solo negli ultimi secoli, con la scrittura musicale (affermatasi ben dopo la scrittura delle parole) si é resa possibile la memoria e l'archiviazione di una pratica musicale, nella forma di una codifica indiretta della realtà acustica della musica (la notazione musicale é scrittura del gesto strumentale atto a produrre il suono); ancora più recentemente, circa cent'anni fa, la memoria collettiva ha trovato nella registrazione audio il mezzo per archiviare e trasmettere direttamente i suoni. Quest'ultimo capitolo ha avuto una progressione vertiginosa: proprio nell'archiviazione audio (il compact disc) la tecnologia digitale ha trovato la prima diffusione di massa.
Oggi la pratica musicale é di solito limitata all'ascolto di suoni riprodotti. Alla musica popolare si é sostituita la musica commerciale, alla musica attiva (fatta) si é sostituita la musica passiva (ascoltata); la creazione-produzione musicale d’oggi consiste di un’iperproduzione di suoni codificati in inalterabile forma numerica su supporti a basso costo, i Compact Disc.
Se il degrado di molti prodotti di consumo é interno al prodotto stesso (caso estremo il prodotto alimentare che dopo la data di scadenza diviene cattivo se non tossico) nel caso delle memorie digitali il degrado interno é prossimo allo zero ed il degrado é solo esterno, nell'interazione con l'ambiente (sistema di fruizione, coscienza (--> Musica/radio) dell'ascoltatore).Un CD (e più ancora un file audio fruibile via Internet) é inalterato anche dopo molti usi e dopo la "data di scadenza".Un prodotto musicale diviene vecchio non perché si modifichi, ma perché l'ambiente cambia, e più l'ambiente cambia in fretta più si crea materiale che deve essere gettato per creare spazio per nuovo materiale da usare. Questo non avviene solo, ovviamente, con i prodotti digitalizzati, ma con essi lo scarto tra degrado interno ed esterno raggiunge un valore altissimo.
Il trash (--> Premesse/Rifiuti) é compreso nell'offerta musicale di largo consumo e tanto più il prodotto vende, o é progettato per vendere, massivamente tanto più esso é già da subito rifiuto. Estremizzando: i supermercati dei dischi sono già dei depositi rifiuti, oppure, più dolcemente, lo sono gli scaffali delle nostre case su cui giacciono dischi non ascoltati. Se al degrado esterno di un CD corrispondesse un analogo degrado interno di tipo organico, se cioé il CD decomponesse proporzionalmente all'invecchiamento da inutilizzo, ben presto, carcassa fastidiosa e sgradevole, finirebbe nelle discariche. (Ci sono già ora - in vendita o a noleggio - forme di archiviazione digitale video ed audio con un proprio temporizzatore interno, che li rende inutilizzabili dopo un certo "invecchiamento" misurabile in tempo interno o, più spesso, in passaggi d'uso. La metafora organismica e biologica del tamagochi applicata in forma numerica non alla vita ma alla decomposizione).
La radio (--> PROGETTO/Audio-opere/Radio-cage ) é una discarica di suoni che, non ascoltati ma sentiti come sottofondo, diventano rifiuti nel momento stesso della messa in onda; sono suoni "corti", che risuonano poco nella ascoltatore, effimero di massimo livello perché se é vero che qualunque suono é effimero é anche vero che nella musica attiva, suonata il suono, accoppiato al gesto corporeo che lo produce e al ritorno di forze acustico e psicologico dell'interazione con gli altri (altri suonatori o ascoltatori) si incide irreversibilmente nella /coscienza(--> TESI/Musica/coscienza ) e nella memoria del vissuto dell'individuo.
Nei programmi radio il livello della musica trasmessa, mediamente molto basso, é adeguato alla funzione, in base a criteri di rapidità e costi di produzione, messa in onda ed ascolto.
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La pratica musicale limitata all'ascolto superficiale, che richiede che una musica debba arrivare tutta e subito, vuole la produzione di innumerevoli oggetti di fruizione il più possibile uguali tra di loro, anche se non identici. Nell'impossibilità di una scelta (commercialmente poco vantaggiosa per i grandi produttori e distributori (--> Premesse/Rifiuti)) fatta dall'ascoltatore sulla base dell'ascolto di un repertorio sconfinato la scelta deve essere fatta prima, a monte dell'ascolto e dell'acquisto. Al business della musica é necessario il divismo; il settore più pesantemente segnato da questo fenomeno di cultizzazione é quello della musica classica, che, congelato, vive solo degli infiniti cloni di presunte novità di un repertorio limitato e immobile. Nel montaggio sonoro, già in quello analogico, ancor più in quello digitale, già da decenni si può clonare la realtà con simulacri acustici indistinguibili dall'originale. Se in questi giorni ci si stupisce di films hollywoodiani (Titanic) con budget miliardari in cui le controfigure sono state sostituite da doppi digitali creati dal computer, le registrazioni audio, soprattutto quelli di musica acustica, sono da tempo affollati di controfigure virtuali, indistinguibili dagli originali, che vengono in soccorso agli interpreti nei passaggi più pericolosi (il taglia-modifica-incolla dei tecnici del suono). La novità in compact é, in questo settore, sempre meno una novità di sostanza musicale, e sempre più una novità di marketing (--> Premesse/Reliquie). La coazione al ripetere, al riascoltare, al confrontare innumerevoli modelli quasi identici, al riconoscersi in un modello conosciuto é propria del rito e del culto; l'interprete-divo ne é il protagonista, officiante di una Messa-spettacolo che ha perso la /coscienza della sua funzione proprio nell’inalterata infinita riproducibilità (clonazione).
Nell'immagine del divo (il viso soprattutto) infinitamente riprodotta nelle campagne promozionali, riportata in copertina e ripetuta nei libretti annessi al CD, si rinnova la ripetitività iconica dell'immaginetta di culto popolare (PROGETTO/Materiali accessori/Audio-santini). Ad essa si accompagna, nelle campagne promozionali radio e video, il corrispondente acustico dell’immaginetta, il frammento-ritratto audio (la voce soprattutto), icona sonora, coccio musicale sufficiente all'identificazione.
Dunque il trash musicale già lo abbiamo massicciamente nelle orecchie: nel silenzio ucciso degli ambienti in cui viviamo, nel "rumore naturale" (intendendo con rumore naturale tutti i suoni che nascono come prodotto spontaneo di un movimento funzionale a qualche azione, dunque anche il rumore delle macchine) ricoperto da maquillage acustici di cattiva qualità (la musica diffusa nei locali pubblici, i suoni elettronici petulanti nelle centraline telefoniche, le radio), nel repertorio che non si rinnova.
Un campionario di suoni trash ha un senso se il proporre questi suoni risveglia, anche solo nell'epifania di un istante, la consapevolezza non tanto dell'ascolto di quest'istante di /coscienza (--> TESI/Musica) quanto dell'ascolto del mondo, che ci accompagna sempre: anche nel sonno non ci sono palpebre per le orecchie.
3.1 - Audio-opere
Una radio in una gabbia (cubica, circa 1 metro x 1 metro, a maglie quadre di circa 5 x 5 cm di tondini di ferro da circa 5-8 mm) programmata per scandagliare le stazioni disponibili fermandosi su ognuna di esse per non più di x sec (x=limite sotto il quale non si pagano i diritti d'autore? Comunque breve, circa 2 sec).
Riferimenti interni: --> TESI/Musica/radio
Riferimenti esterni: --> cage (vocabolo inglese. In italiano: gabbia)
--> John Cage, compositore americano
--> Gabbia di Faraday
--> Radio libere
3.1.2 - Nastri trasportatori
A) - Musiche senza fine da portare via, nastro trasportatore, (Take away music).
Un lungo nastro magnetico, chiuso ad anello, traportatore di suoni sarà letto da più registratori a bobina disposti in sequenza. Ad ogni luogo fisico di ogni registratore corrisponderà un diverso punto di ascolto del nastro; qui il pubblico potrà prendersi e portarsi via dei pezzi di musiche registrando su una cassetta vergine distribuita, insieme ad un registratore portatile con microfono, all'ingresso al posto delle usuali guide audio delle mostre. La distanza dei registratori dipenderà dal loro numero, dalle dimensioni dello spazio espositivo e dalla velocità di lettura del nastro. Dovranno esserci almeno una diecina di registratori (se questo portasse problemi tecnici anziché dieci in sequenza con lo stesso nastro, se ne metteranno cinque più cinque in fila da dieci o simile); i suoni saranno diffusi localizzati in corrispondenza con il registratore che sta leggendo quel frammento del nastro, ad un livello tale da permettere un buon ascolto locale non disturbato da interferenze con la contemporanea diffusione dei frammenti letti dagli altri registratori (che dovranno dunque essere ben distanziati). Sarebbe utile separare i diversi frammenti sonori sul nastro senza fine con dei 'bianchi' di colore diverso (e su cui ci fosse eventualmente scritto il frammento seguente) che ne permettano l'identificazione visiva e permettano di "inseguire" visivamente un frammento tra i diversi registratori.
B) - Un nastro da portare via (Tape away).
Suoni che escono da un registratore a bobine con la sola bobina di svolgimento; al posto della bobina di riavvolgimento ci sarà una taglierina automatica che taglia automaticamente frammenti di nastro che cadono in un contenitore da dove potranno essere presi come reliquia e portati via; meglio ancora se la taglierina scrivesse sul nastro o incollasse al nastro i referenti della mostra: luogo, data, ecc. (Versione più semplice non ci sarà né la bobina di riavvolgimento né la taglierina e così il nastro si perderà in terra. Il pubblico potrà prendersi una reliquia di nastro tagliandolo con un paio di forbici amagnetiche messe a disposizione). In ambedue i casi si potrebbero mettere a disposizione contenitori per le reliquie di nastro, gadget trasparenti in forma di spilla, portatesserini con pinzetta per orlo giacca, fermacravatta ecc.
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Reliquie, frammenti di culto acustico associati alla corrispondente immagine dell'interprete-divo.
A) - Immaginette sonore in forma video. Menù di icone piccole su una videata (o su più videate che si alternano), tocchi con il dito il viso dell'interprete-divo, l'icona si ingrandisce a tutto schermo ed ascolti la voce, il suono dell'icona, pochi secondi.
B) - Audio-santini. Vedi Materiali accessori.
Riferimenti interni: --> Premesse/Reliquie
--> Premesse/Kitsch
--> Tesi/Culti musicali
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3.2 - Concerto-zappening
Sistema di lettore con caricatore di più CD (cento o più) in sala da concerto piccola; al pubblico saranno distribuiti la lista del contenuto dei CD nel caricatore e molti telecomandi il programma dell'ascolto sarà fatto in tempo reale dal pubblico.
Riferimenti esterni: --> Happening
--> Zapping
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3.3 - Materiali accessori
3.3.1 - Campionario I: The best of hits. Un CD dei maggiori successi musicali attuali (classica, pop, jazz, rock, ethno, folk, ecc) frantumati in frammenti di pochi secondi (vedi Radio-cage).
3.3.2 - Campionario II: repertorio. Un catalogo di corti frammenti (di x sec, vedi Campionario I e Radio-cage) di un repertorio ragionato di opere musicali riconducibili al denominatore trash; ad esso andrà allegato un dettagliato catalogo con inquadramento storico analitico delle opere e degli autori in questione.
A) - Su CD audio
B) - Su CD-rom
3.3.3 - Audio-santini. L'immagine dell'interprete-divo su un supporto formato immaginetta santa o carta di credito; tocchi l'immagine e senti il suono. (Vedi anche Audio-opere, Icone musicali. Non so se si può fare né quanto possa costare). La forma potrebbe essere anche quella kitsch della reliquia (ad esempio, quadretto ovale, vetro convesso, cornice dorata rococò, retro in vellutino rosso, ecc).
Riferimenti interni: --> Premesse/Reliquie
--> Premesse/Kitsch
--> Tesi/Culti musicali
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Torino, 13 gennaio 1998-15 maggio 2000 Giuseppe Gavazza
Music dustbin
Un bidone pattumiera cilindrico, con coperchio a spinta (sportello tondo che torna indietro da molla). Le scritte sopra riportano le spiegazioni del bidone stesso e la teoria.
Spingendo lo sportello si ascolta musica da dentro il bidone. La musica è musica pattume.
La musica può essere buttata nel bidone, inserendo un CD o attraverso un microfono. La musica inserita nel bidone resta a disposizione di chi, spingendo ascolterà (random) il pattume repertorio. Le nuove acquisizioni spingono via le vecchie.
Il bidone potrà essere venduto, affittato oppure messo in luogo pubblico.
Torino novembre 2003