Titolo: Variazioni su un Preludio di Skrjabin
Organico: Disklavier preparato elettronicamente
Durata: 13’
Anno di composizione: 2001
Proprietà, editore: autore
Prima esecuzione: Conservatoire Grenoble, RICA-ACROE 2001, novembre 2001, Alain Neveau, Disklavier
Giuseppe Gavazza, regia del suono
Altre indicazioni: dedicato a Claude Cadoz
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Il pianoforte preparato è una straordinaria invenzione musicale di John Cage: rumori e percussioni,(elementi fondamentali della musica del XX secolo) sono entrati fisicamente e concretamente dentro lo strumento principe della musica dell'Ottocento. Anche l'elettronica è stato un elemento fondamentale della musica del XX secolo. Perché non realizzare una preparazione elettronica di un pianoforte?
In una preparazione elettronica e informatizzata di un pianoforte ferri, chiodi, legno svaniscono; la "ferraglia" (hardware) lascia il posto alla programmazione (software).
La preparazione elettronica consiste d'altoparlanti collocati internamente al corpo del pianoforte per diffondere suoni che creano interferenze con il suono acustico "normale". Tali suoni sono completamente controllabili dalla tastiera MIDI del Disklavier, un pianoforte acustico a coda peraltro del tutto normale. In rapporto alla preparazione concreta tradizionale la preparazione elettronica offre uno spettro di possibili interferenze enormemente maggiore nonché la possibilità di un'articolazione della preparazione assai più complessa ed un'evoluzione della stessa pienamente controllabile dalla tastiera del pianoforte. In altre parole è quasi come avere un’equipe d’assistenti che inseriscono e tolgono ogni sorta d’oggetti dal corpo del pianoforte senza limitazioni di leggi fisiche.
La polvere pirica di quest'altra esplosione è il Preludio op. 45 n. 3 di Alexander Skrjabin, due pagine pianistiche quasi simmetriche in cui si annida una struttura complessa e compressa fatta di pochi elementi che tornano ripetutamente, suggerendo un'ossessione non espressa pronta a mio avviso, appunto, ad esplodere.
Già nella formulazione del tema (il Preludio stesso) l'interazione con il Disklavier diventa protagonista: le ripetizioni trasposte di frasi sono eseguite automaticamente. La macchina conosce la forma del brano, il pianista in concerto propone il materiale tematico e il sistema risponde seguendo il modello dato dal compositore (Skrjabin). In ognuna delle nove variazioni ho messo a fuoco un elemento musicale diverso: il ritmo, l'armonia, la dinamica, l'espressività assegnata alle indicazioni agogiche esplicite o implicite. Sulla base dell’analisi il brano viene smontato e riproposto amplificato a capitoli diversi per i diversi elementi che lo compongono. Qualcosa di simile avviene nella scomposizione di un’immagine a colori nelle quattro pellicole della quadricromia; se lo immaginiamo così ogni variazione è una pellicola ingrandita.
Variazioni su un Preludio di Skrjabin - un ciclo aperto di variazioni dedicato a Claude Cadoz - é il primo brano che mi è servito a sperimentare questa sorta di iperpianoforte in cui i suoni di sintesi amplificati sono integrati nel corpo del pianoforte ed il rapporto tra il gesto esecutivo e la risposta dello strumento si rinnova attraverso la programmazione informatica, controllata dalla tastiera del pianoforte stesso, del feedback sia della meccanica del Disklavier sia dei suoni elettronici amplificati. Tutti i suoni elettronici sono stati realizzati con il programma di sintesi per modelli fisici Genesis dell'ACROE di Grenoble ed il controllo dell'interazione in tempo reale é effettuato con il programma MAX/MSP. La sintesi per modelli fisici crea oggetti virtuali informatici, li fa vibrare e ne ascolta il suono: anche per questo, oltre che per la qualità timbrica, i suoni Genesis mi sono parsi particolarmente adatti.
Il prefisso "iper" dell'iperpianoforte é qualitativo e non quantitativo; non m’interessano effetti clamorosi o fragorosi, mi interessa invece un approccio esecutivo ed espressivo, attraverso il gesto strumentale, sottilmente nuovo per l'esecutore e per il pubblico.
Così, ad esempio, lo strumento reagirà - in modi pienamente programmabili - a gesti e figure esecutive come accelerando/rallentando, diminuendo/crescendo, omogeneità del tocco, durate oppure a sequenze di note predeterminate (che agiscono come password), densità degli eventi, modelli e tipologie d'armonie o di sequenze melodiche, successioni dinamiche e così via.
Il paradigma compositivo va oltre la capacità di riconoscere e adeguare una partitura informatica a quella musicale per proporre un’interazione strumentale che agisce e reagisce per modelli pienamente definibili e, si spera, significativi. Le Variazioni su un Preludio di Skrjabin sono dunque, oltre che una composizione, un prototipo applicato di un possibile nuovo rapporto gesto/strumento.
GG, Grenoble, marzo 2002
texte Français
Giuseppe Gavazza
Titre : Variazioni su un Preludio di Skrjabin
Durée: environ 12'
Composition: 2001
Effectif: Disklavier électroniquement préparé (échantillons déclenchés en temps réel via MIDI). L'amplification est intégré dans le Disklavier.
Creation mondiale prevue a Grenoble le 15 novembre 2001 dans le cadre de RICA 2001
Edition: propriete de l'auteur
Le piano préparé (prepared piano) a été une extraordinaire invention musicale; bruit et percussion sont entrés "physiquement" et concrètement dedans l'instrument Prince du 1800 et ils ont muté.
La technologie électronique est un autre des éléments fondamentaux de la musique du XX siècle; avec elle on peut réaliser une préparation électronique du piano.
Dans une préparation électronique et informatisé du piano fer, clous, bois évanouissent; la quincaillerie (hardware) est substitué par la logique (software).
La préparation électronique consiste de haut-parleurs colloqués à l'intérieur ou en correspondance de la table harmonique du piano pour diffuser des sons échantillonnés qui créent des interférences avec le son acoustique "normal"; tels sons sont complètement contrôlés par le clavier (MIDI) d'un piano concert normal. Par rapport avec la préparation "concret" traditionnel la préparation électronique offre une très grand range de possibles interférences acoustiques et la possibilité d'une articulation de la préparation complexe et une évolution de la même contrôlable par l'interface standard du clavier du piano.
Tous les sons synthétiques seront des sons réalisés par le logiciel de synthèse par modèles physiques Genesis de l’ACROE de Grenoble.
Il n’y aura aucun traitement temps réel mais simplement le déclenchement d'échantillons sonores.
En plus les possibilités d'automatisation d'exécution offertes par le Disklavier Yamaha donnent des chances d'un nouveau dialogue entre pianiste et instrument: gestes, virtuosités, impossibilités techniques.
Le thème du double et du miroir est évident: l'autre piano "virtuel" qui, joué par le même clavier, interfère dynamiquement et dialectiquement avec le piano acoustique.
Les cordes "modèles physiques” de Genesis créent une double du vrai piano, un piano virtuel.
Le theme pour cettes Variations est le Prèlude op.45 n.3 de Alexandr Skrjabin.
(G.G. Juillet 2001)
dal libro RICA 2001
Giuseppe Gavazza «Variazioni su un Preludio di Skrjabin» (Création mondiale)
Par rapport à la préparation traditionnelle d'un piano, celle électronique offre une très grande panoplie d'interférences acoustiques, la possibilité d'une articulation de la préparation complexe et une évolution de cette préparation contrôlable par l'interface standard du clavier du piano.
Tous les sons synthétiques sont des sons réalisés avec le logiciel de synthèse par modèles physiques GENESIS de 1'ACROE de Grenoble. Il n'y a aucun traitement en temps réel mais simplement le déclenchement d'échantillons sonores.
Les possibilités d'automatisation d'exécution offertes par le Disklavier Yamaha instaurent un nouveau dialogue entre pianiste et instrument. Le thème du double et du miroir est évident : l'autre piano «virtuel», joué par le même clavier, interfère dynamiquement et dialectiquement avec le piano acoustique. Ainsi les cordes «modèles physiques» de GENESIS créent un double du vrai piano, un piano virtuel.